Conto corrente o conto deposito? Quali sono le differenze fondamentali tra questi due strumenti? Quale dei due è più utile per le nostre esigenze?

La risposta più rapida che possiamo dare a questa domanda è che in realtà, ci servono praticamente entrambi. Il conto corrente è il mezzo indispensabile per vivere e lavorare nel mondo di oggi: possiamo tenere al sicuro il denaro che non ci serve nell’immediato, ricevere
stipendi e pagamenti, pagare l’affitto e le bollette in modo tracciabile ed automatico, fare acquisti online e prenotare servizi che non possono essere pagati in contanti, come ad esempio il noleggio di un’auto.

Quello a cui NON serve un conto corrente è ottenere un guadagno dalla semplice permanenza di risparmi sul conto stesso: lo scopo del conto corrente NON è dare un rendimento attivo. In passato le banche riconoscevano un rendimento attivo, ma il tasso riconosciuto era inferiore all’inflazione, che così “bruciava” tutto il guadagno.

Se vogliamo avere un guadagno, a bassissimo rischio, dalla permanenza per un certo tempo, dei nostri risparmi in banca, ecco che ci serve un Conto Deposito: si tratta di un conto vincolato, ossia di un conto su cui ci impegniamo a lasciare una certa giacenza, per un periodo minimo di tempo, e la banca ci riconoscerà un rendimento, normalmente maggiore rispetto al tasso di inflazione.

Ecco perché ci servono sia un conto corrente, sia un conto deposito. Il conto corrente ci serve solo ed esclusivamente a gestire incassi e pagamenti. Il conto deposito ci serve ad avere un guadagno dai nostri risparmi.

Il conto corrente deposito di esagon, ad esempio, ci dà la scelta di lasciare il nostro denaro in giacenza per un periodo minimo di 12 mesi, e massimo di 84 mesi, ossia da 1 a 7 anni. Il rendimento che ci viene riconosciuto è superiore rispetto all’inflazione, dato che parte da un rendimento annuo del 1% a 18 mesi, per arrivare ad un rendimento annuo del 3,15% a 84 mesi.

Ricordiamo che l’inflazione è di poco inferiore al 1%, pertanto questo conto deposito ci permette di guadagnare più di quanto l’inflazione ci faccia perdere. Il tutto “dormendo sonni tranquilli”. Nemmeno i titoli di stato o i buoni postali hanno rendimenti così vantaggiosi, e quanto alla sicurezza, sono tutt’altro che una garanzia come lo erano una volta…